Da quelle parti ascolto, credo, la mia prima messa in francese: i canti sono tutti differenti, "Credo" ancora più ridotto e dell'omelia capisco ben poco.
Anche qui molte case in vendita, come sempre con la caratteristica foto del venditore sulle insegne.
A Saguenay la terra spiana decisamente, ed è così fino al Lac Saint-Jean, un lago molto grande i cui limiti non sono visibili ad occhio. La zona è molto adatta ai ciclisti, ma non agli escursionisti. Poiché non trovo molte cose attraenti a Métabetchouan e Lac-à-la-Croix decido di tornare indietro e mi permetto ancora una deviazione verso il Lac Kénogami, un (ex?) parco Sepaq che ormai sta diventando tutto un pullulare di villette con il porticciolo, tanto che il lago stesso è invisibile lungo la strada. Anche qui l'area è adatta ai ciclisti, oltre che agli appassionati di pesca. Mi inoltro per un bel sentiero che d'inverno diventa un percorso di sci di fondo ma dopo mezz'ora desisto perché anche questo non offre viste sul lago e soprattutto perché vengo divorato da aggressive zanzare. Finalmente, in prossimità dell'ennesima villetta in costruzione decido di inoltrarmi lungo la stradina e riesco ad avere una vista di uno scorcio del lago.
Arrivo infine a Chicoutimi (parte di Saguenay) dove dormo.
Giornata un po' buttata via, era meglio evitare la parte verso il Lac Saint Jean e spendere più tempo nella prima parte vicina alla costa, il parco di Saguenay era attraente.
Le zanzare? Cosí impari a screditare la Padania!
ReplyDeleteCDM