Passata Truro, continuo in direzione nord, supero New Glasgow che sembra una tranquilla cittadina. Mi fermo a prendere un caffé (finalmente ho trovato qualcosa che mi garba, il French Vanilla) e si ripete la solita scena: coda di venti macchine al drive-through mentre dentro ti servono in due minuti... ma bisogna alzare il culo dalla macchina!
Finalmente vicino a Port Hawkesbury il panorama si fa più interessante. Di fatto si raggiunge l'isola di Cape Breton attraverso una diga (più un breve ponticello).
Proseguo nell'interno dell'isola fino ad arrivare ad Aberdeen, dove dormirò. Inizialmente ci sono alcuni problemi ma poi tutto viene sistemato facilmente. Sono solo le 2, ho ancora tutto il pomeriggio davanti e ho già guidato per 400 km, tutti di autostrada. Decido comunque di fare un loop di 200 km. Prendo il piccolo Ferry di Little Narrows, dove mi fermo subito in prossimità della riva del lago:
è troppo invitante.
"Ominoooooo", splash. L'acqua è calda e leggermente salata. I pescatori mi guardano come se fossi scemo (ma mica ho la lingua al collo!) e solo quando sono già in acqua realizzo che magari è vietato. Dopo mezz'oretta scarsa sono già ad asciugarmi e cambiarmi (ma magari è vietato pure quello). Riprendo la via per Iona, sempre accompagnato dalla parallela ferrovia finché non attraverso l'imponente ponte di Grand Narrows
che divide il canale di St Andrews dal lago Bras d'Or. Proseguo verso nord con vista sul canale, qui la ridente zona è molto abitata e anche coltivata con alberi da frutto. Nonostante stia proseguendo verso nord e le ore più calde siano alle spalle la temperatura continua ad aumentare. Giungo infine dove avevo promesso, anche se nessuno mi credeva:
la città di Sydney si estende per molti km sul mare, lungo due baie. Imbocco di nuovo la Hwy 105, proseguendo ancora un poco verso nord in prossimità di Sydney Mines (mai visto tanti bambini come qui) ed inizio a ridiscendere verso Aberdeen, non prima di aver goduto di una vasta panoramica sopra St. Ann.
Va detto che Cape Breton è ancora popolata da un discreto numero di indigeni. Alle 6 di sera si tocca il picco di 28°C.
Lunga gita ma ne è valsa la pena.
Passo la serata cercando di discutere con un enorme bestione tatuato inglese del sud: l'accento (l'avevo riconosciuto subito) è simpatico ma capirlo è impresa ardua e ci metto un bel po' prima di abituarmi ai suoi "ull-in-ull" "smull". In compenso, la bambina è incomprensibile il doppio. E gli altri sono tutti scozzesi o mezzi scozzesi. Stufo di farmi ripetere tutto sempre due volte, vado a dormire.
P.S.: il fatto che abbia abilitato il commento Anonymous non vuol dire che tutti dovete scrivere come anonimi. Non vergognatevi di scrivere qui... sì, certo, prima o poi mi legheranno per qualche reato di pensiero... ma vi basterà dire che era matto.
Usate l'ID se lo avete, e se non lo avete registratevi!
stai attento ai virua amebe batteri o non so quale altra bestia possa esserci nelle acque del canada, potrebbero causarti danni all'organismo...già il cervello è out...
ReplyDeletecome mai lì ti fai fotografare? tra l'altro con quel cartello ingannatore. Lo sai che qella Sydney è come i prodotti di nicchia, "conosciuta da pochi"!
Daddada
Per fortuna finora sono stato sempre bene, nonostante più volte mi sia trovato in stanza con gente raffreddata o con la bronchite.
ReplyDeleteQuando dicevo che sarei passato da Sydney mi prendevano tutti in giro...
Ominoooooooooo!!! Non e` che ti guardavano tutti perche' ti eri dimenticato di mettere il costume??? Se non e` piu` al collo, la lingua, dove l'hai infilata?
ReplyDeleteMatte