Non credo che ci rivedremo più, care Canadian Rockies.
Mi mancherete maestose montagne innevate, punte di roccia che dominano il panorama.
Mi mancherete scoiattoli ed anatre, cervi e rane dai toni acuti, semplici creature ad allietare i miei giorni: mangiare, riposarsi, manifestare la propria esistenza ogni giorno... cos'altro?
Mi mancherete irti sentieri tra boschi di acero e prati innevati.
Mi mancherete colonne sonore delle mie giornate, perfetti canterini di cui ho imparato i versi ma non i nomi.
Mi mancherete profumi di resina che stimolano il mio appetito.
Mi mancherete frizzanti ruscelli a custodire le mie ore di sonno.
Mi mancherete placidi laghetti colorati, riflessi di luce e sorgenti di vita.
Mi mancherete assoluto silenzio e completa solitudine.
Ritroverò affetti, conoscenze, confortevolezza quotidiana e comodità, ritroverò una natura eccitante ma diversa. Di voi potrò solo conservare il ricordo nel cuore.
Se sei finito qui per caso devi sapere che sei in casa di un matto, quindi ti conviene andartene alla svelta.
Se invece ti ostini a rimanere sarai costretto a sorbirti i miei deliri e le mie opinioni politically incorrect.
Qui potrai seguire il decorso della malattia attraverso i miei monologhi. D'altra parte, è noto: i matti parlano da soli...
Questo blog avrà lo scopo di raccontare le mie vacanze in Canada & USA. C'è il rischio che poi prosegua oltre, ma ci sono buone probabilità che qualcuno riesca ad intervenire per tempo al grido di...
"Se è matto, uccidetelo!"
Saturday, June 29, 2013
Lungo l'Icefield Parkway
Giovedì 27 Giugno:
Gli ultimi due giorni della mia vacanza sono dedicati a ciò che si incontra percorrendo l'Icefield Parkway, ovvero la strada che collega il parco nazionale di Jasper con quello di Banff e che è circondata da montagne innevate e ghiacciai che si ergono maestosi.
La prima parte della mattinata purtroppo è dedicata ad altre rotture di scatole con prenotazioni e call center. Spero di riuscire a trovare alloggio a Banff visto che Castle Mountain è chiuso per problemi con l'acqua. Già sono nervoso perché la vacanza sta per finire e in più mi sono capitate molte rotture di scatole negli ultimi dieci giorni, anche se va detto che fino ad allora è andato tutto liscio.
Alle 10 mi incammino lungo il sentiero dei Five Lakes, una gradevole scampagnata di un paio d'ore tra fiori, conifere, animaletti e laghetti. Mi rendo conto di aver vissuto quest'anno 3 mesi di inizio primavera. Ormai non faccio più caso a caproni ed elks (ieri sera ne ho visto una decina in un colpo solo) anche se l'immagine di madre e figlioletti fa sempre tenerezza. Una lepre non perde occasione di mostrarmi la sua eleganza nei movimenti. Lentamente giro intorno a cinque laghetti in rapida successione (questo è il secondo)
e mi fermo a mangiare e leggere. Nel pomeriggio visito le Sunwapta Falls, forse le cascate più famose delle Rockies. Sarà che mi sono assuefatto alle cascate ma non mi sembrano molto diverse dalle altre, a parte la simpatica isoletta poco prima della cascata e il notevole canyon:
Torno presto indietro verso l'albergo di Athabasca Falls per sistemare le valigie perché domani sarà giornata più intensa.
Venerdì 28 Giugno:
Gli ultimi due giorni della mia vacanza sono dedicati a ciò che si incontra percorrendo l'Icefield Parkway, ovvero la strada che collega il parco nazionale di Jasper con quello di Banff e che è circondata da montagne innevate e ghiacciai che si ergono maestosi.
La prima parte della mattinata purtroppo è dedicata ad altre rotture di scatole con prenotazioni e call center. Spero di riuscire a trovare alloggio a Banff visto che Castle Mountain è chiuso per problemi con l'acqua. Già sono nervoso perché la vacanza sta per finire e in più mi sono capitate molte rotture di scatole negli ultimi dieci giorni, anche se va detto che fino ad allora è andato tutto liscio.
Alle 10 mi incammino lungo il sentiero dei Five Lakes, una gradevole scampagnata di un paio d'ore tra fiori, conifere, animaletti e laghetti. Mi rendo conto di aver vissuto quest'anno 3 mesi di inizio primavera. Ormai non faccio più caso a caproni ed elks (ieri sera ne ho visto una decina in un colpo solo) anche se l'immagine di madre e figlioletti fa sempre tenerezza. Una lepre non perde occasione di mostrarmi la sua eleganza nei movimenti. Lentamente giro intorno a cinque laghetti in rapida successione (questo è il secondo)
e mi fermo a mangiare e leggere. Nel pomeriggio visito le Sunwapta Falls, forse le cascate più famose delle Rockies. Sarà che mi sono assuefatto alle cascate ma non mi sembrano molto diverse dalle altre, a parte la simpatica isoletta poco prima della cascata e il notevole canyon:
Torno presto indietro verso l'albergo di Athabasca Falls per sistemare le valigie perché domani sarà giornata più intensa.
Venerdì 28 Giugno:
Nonostante ieri sera sia andato a dormire prima delle dieci, mi sveglio comunque che sono già le 7:30. Poco male, dovrei ugualmente avere tempo per vedere tutto ciò che voglio.
A parte uno, il venerdì in genere è sempre stato un giorno che ho amato, questo si porta dietro un bel po' di nostalgia...
Parto in direzione Banff, mi fermo un attimo per ammirare Stuffield Glacier e Mount Kitchener
e poi mi incammino su per il Beauty Creek in cerca delle Stanley Falls.
Riprendo poi il cammino su quattro ruote e incontro lungo la strada le Tangle Falls fino a giungere in vista del Columbia Icefield, al Sunwapta Pass (2030 m). Qui mi permetto la seconda escursione della giornata: il famoso Wilcox Pass, che corre lungo la catena montuosa parallela all'Andromeda e all'Athabasca, il monte più noto delle Rockies insieme al Mount Robson.
Dal Wilcox è ben visibile anche il ghiacciaio Columbia e i suoi monti circostanti. Mi sono guardato bene dal prendere il pullmino che ti porta sul ghiacciaio in visita guidata.
Il sentiero poi prosegue verso abbozzati laghetti su un paesaggio quasi lunare.
La strada asfaltata invece ridiscende a valle,
mi fermo a mangiare al Coleman Creek. La bomboletta di propano è ormai al lumicino ma questo sarà il suo ultimo sforzo: ha fatto ampiamente il suo dovere!
Ancora qualche foto ai monti circostanti
e di nuovo si risale per il Bow Pass (2010 m), dove il protagonista è l'azzurrissimo Peyto Lake
sponsorizzatissimo, certo è molto bello ma esageratemente affollato, c'è da fare una lunga coda per fare una fotografia. Il colore di un lago dipende da molti fattori:
- l'angolazione con cui lo si guarda
- l'ora del giorno
- le condizioni meteo e l'aspetto del cielo
- la sua temperatura
Un lago perciò ha una vita propria e in montagna la rottura della sua crosta ghiacciata è un ottimo indicatore dell'inizio della primavera.
In prossimità del Bow Lake, che per le ragioni che ho sopra esposto non può che essere di un blu intenso,
faccio la terza escursione di giornata. Dopo un bel po' di strada su un sentiero
arrivo alle Bow Glacier Falls.
L'ultimo sforzo di giornata è per il sentiero che porta all'Helen Lake ma, come suggeritomi da una guida, mi fermo solo a metà strada per osservare il panorama intorno al Bow Lake
ed è questa la mia ultima escursione sulle Canadian Rockies. Alla fine sono quattro per un totale di 25 km e circa 1000 metri di dislivello. Più 250 km al volante. Non mi resta che scendere lungo la TransCanada, incredibile vedere 50 km consecutivi di strada recintata da ambo i lati, perciò non vedrò bestie; ma purtroppo l'alternativa Bow Valley road è chiusa. Arrivo quindi nel centro di Banff dove mi sistemo e ancora una volta rendo orgoglioso l'Asso: pago il prezzo che avrei pagato Castle Mountain ($24) anziché i $42 che richiedono qui. Che affare! Che affare un corno: quando mi tocca dormire in una città, anche piccola, non si riesce mai a dormire perché i nottambuli fanno un casino bestiale!
Domani mattina gli ultimi 120 km per arrivare a Calgary dove prenderò il volo che mi porterà a Francoforte, poi Monaco ed infine Genova.
A parte uno, il venerdì in genere è sempre stato un giorno che ho amato, questo si porta dietro un bel po' di nostalgia...
Parto in direzione Banff, mi fermo un attimo per ammirare Stuffield Glacier e Mount Kitchener
e poi mi incammino su per il Beauty Creek in cerca delle Stanley Falls.
Riprendo poi il cammino su quattro ruote e incontro lungo la strada le Tangle Falls fino a giungere in vista del Columbia Icefield, al Sunwapta Pass (2030 m). Qui mi permetto la seconda escursione della giornata: il famoso Wilcox Pass, che corre lungo la catena montuosa parallela all'Andromeda e all'Athabasca, il monte più noto delle Rockies insieme al Mount Robson.
Dal Wilcox è ben visibile anche il ghiacciaio Columbia e i suoi monti circostanti. Mi sono guardato bene dal prendere il pullmino che ti porta sul ghiacciaio in visita guidata.
Il sentiero poi prosegue verso abbozzati laghetti su un paesaggio quasi lunare.
La strada asfaltata invece ridiscende a valle,
mi fermo a mangiare al Coleman Creek. La bomboletta di propano è ormai al lumicino ma questo sarà il suo ultimo sforzo: ha fatto ampiamente il suo dovere!
Ancora qualche foto ai monti circostanti
e di nuovo si risale per il Bow Pass (2010 m), dove il protagonista è l'azzurrissimo Peyto Lake
sponsorizzatissimo, certo è molto bello ma esageratemente affollato, c'è da fare una lunga coda per fare una fotografia. Il colore di un lago dipende da molti fattori:
- l'angolazione con cui lo si guarda
- l'ora del giorno
- le condizioni meteo e l'aspetto del cielo
- la sua temperatura
Un lago perciò ha una vita propria e in montagna la rottura della sua crosta ghiacciata è un ottimo indicatore dell'inizio della primavera.
In prossimità del Bow Lake, che per le ragioni che ho sopra esposto non può che essere di un blu intenso,
faccio la terza escursione di giornata. Dopo un bel po' di strada su un sentiero
arrivo alle Bow Glacier Falls.
L'ultimo sforzo di giornata è per il sentiero che porta all'Helen Lake ma, come suggeritomi da una guida, mi fermo solo a metà strada per osservare il panorama intorno al Bow Lake
ed è questa la mia ultima escursione sulle Canadian Rockies. Alla fine sono quattro per un totale di 25 km e circa 1000 metri di dislivello. Più 250 km al volante. Non mi resta che scendere lungo la TransCanada, incredibile vedere 50 km consecutivi di strada recintata da ambo i lati, perciò non vedrò bestie; ma purtroppo l'alternativa Bow Valley road è chiusa. Arrivo quindi nel centro di Banff dove mi sistemo e ancora una volta rendo orgoglioso l'Asso: pago il prezzo che avrei pagato Castle Mountain ($24) anziché i $42 che richiedono qui. Che affare! Che affare un corno: quando mi tocca dormire in una città, anche piccola, non si riesce mai a dormire perché i nottambuli fanno un casino bestiale!
Domani mattina gli ultimi 120 km per arrivare a Calgary dove prenderò il volo che mi porterà a Francoforte, poi Monaco ed infine Genova.
Thursday, June 27, 2013
Edith Cavell
Alla mattina faccio un salto a comprare altre pile nuove ma il tentativo è inutile, per questi ultimi giorni dovrò fare a meno della macchina fotografica. In compenso della Transcanada non se ne sa niente perciò mi sa che dovrò studiarmi il percorso alternativo via Red Deer.
Mi immetto sulla strada che porta a Mount Edith Cavell e subito incrocio un'altra specie di cervo-capriolo
e poi un grosso orso bruno. Anche questa strada è di quelle che piacciono a me: stretta e tutta curve, anche se con l'agile supercorsino sarebbe molto più divertente. E si ha un'ottima panoramica della valle:
Bisogna poi fare un breve tratto a piedi di circa 1 km per arrivare alla vista del ghiacciaio e soprattutto del Cavell Pond, un bellissimo laghetto ghicciato di montagna. In riva al lago ci sono ancora enormi massi di ghiaccio
e i colori azzurro, blu e bianco si mescolano meravigliosamente al grigio e al marrone della terra circostante. Le foto con il cellulare, ovviamente, non rendono.
Non riesco a staccarmi da questo paesaggio per un bel po' poi finalmente mi decido a scendere. Questa volta bisogna stare attenti agli imbranati che vanno a 10 all'ora e rischiano sempre di imbelinarsi nei fossi.
Proseguo ancora per la strada parallela all'Icefield e giungo alle Athabasca Falls.
Be', ormai mi sono un po' abituato alle cascate. Qui però abbiamo anche un bell'arcobaleno.
Mi fermo a mangiare e poi riprendo l'Icefield Parkway per tornare verso Jasper.
L'intenzione è quella di visitare i Five Lakes ma decido di lasciarmelo per domani e dedicare buona parte del pomeriggio a cercare di risistemare il mio itinerario. Ma trovare un posto da prenotare sembra impossibile. E' tutto prenotato. Le ultime notizie dicono che la Transcanada potrebbe riaprire per il ponte lungo del prossimo fine settimana. Il problema è che dei "potrebbe" non me ne faccio niente. Ormai è quasi sicuro che da venerdì sera prenderò il Saskatchewan Crossing per la Hwy 11 e, siccome tutti gli HI-Hostel sulla Icefield sono completi, proseguirò finché non troverò da dormire (spero di non dover di nuovo dormire in macchina!).
Il volo per Calgary è sabato alle 18:20.
P.S.: Update: la TransCanada potrebbe essere riaperta a breve!
Mi immetto sulla strada che porta a Mount Edith Cavell e subito incrocio un'altra specie di cervo-capriolo
e poi un grosso orso bruno. Anche questa strada è di quelle che piacciono a me: stretta e tutta curve, anche se con l'agile supercorsino sarebbe molto più divertente. E si ha un'ottima panoramica della valle:
Bisogna poi fare un breve tratto a piedi di circa 1 km per arrivare alla vista del ghiacciaio e soprattutto del Cavell Pond, un bellissimo laghetto ghicciato di montagna. In riva al lago ci sono ancora enormi massi di ghiaccio
e i colori azzurro, blu e bianco si mescolano meravigliosamente al grigio e al marrone della terra circostante. Le foto con il cellulare, ovviamente, non rendono.
Non riesco a staccarmi da questo paesaggio per un bel po' poi finalmente mi decido a scendere. Questa volta bisogna stare attenti agli imbranati che vanno a 10 all'ora e rischiano sempre di imbelinarsi nei fossi.
Proseguo ancora per la strada parallela all'Icefield e giungo alle Athabasca Falls.
Be', ormai mi sono un po' abituato alle cascate. Qui però abbiamo anche un bell'arcobaleno.
Mi fermo a mangiare e poi riprendo l'Icefield Parkway per tornare verso Jasper.
L'intenzione è quella di visitare i Five Lakes ma decido di lasciarmelo per domani e dedicare buona parte del pomeriggio a cercare di risistemare il mio itinerario. Ma trovare un posto da prenotare sembra impossibile. E' tutto prenotato. Le ultime notizie dicono che la Transcanada potrebbe riaprire per il ponte lungo del prossimo fine settimana. Il problema è che dei "potrebbe" non me ne faccio niente. Ormai è quasi sicuro che da venerdì sera prenderò il Saskatchewan Crossing per la Hwy 11 e, siccome tutti gli HI-Hostel sulla Icefield sono completi, proseguirò finché non troverò da dormire (spero di non dover di nuovo dormire in macchina!).
Il volo per Calgary è sabato alle 18:20.
P.S.: Update: la TransCanada potrebbe essere riaperta a breve!
Wednesday, June 26, 2013
Miette Hot Springs
Mi sa che la fotocamera oggi pomeriggio è andata. Ho provato con mille pile e non si accende più.
:(
Mattinata dedicata a Miette Hot Springs e dintorni. La strada è stretta e con molte curve perciò faccio presto. Alle 9 sono già sul sentiero dello Sulfur Skyline. Raccomandano di non provarci il pomeriggio per via dei frequenti e improvvisi temporali violenti. Purtroppo appena mi incammino inizia a scendere un lieve pioggerellina che riduce di molto la visuale. Sono solo 4 km ma con 700 metri di dislivello, le gambe sono uno straccio, i piedi hanno solo qualche problemino, avranno tempo un giorno e mezzo per riposarsi dopo questa ultima fatica, riesco comunque a tenere un ritmo accettabile. L'ultima parte è molto ripida ma sono fortunato: proprio mentre sono in cima il sole inizia a dare qualche occhiatina nel cielo velato. Anche qui gran bella panoramica a 360° ma dopo le Bald Hills non credo che potrò più impressionarmi facilmente. Faccio un po' di foto (che probabilmente non vedrete mai) e scendo verso valle. E inizia a salire un sacco di gente e molti mi dicono: "Ti ho visto qua!", "Ti ho visto là!", "Ti ho visto scendere sulla neve!". Io li guardo tutti con l'espressione ah-ha-ma-chi-cavolo-sei e non ho la prontezza di dire "certo, certo, certo". Poco dopo mezzogiorno, giù a Miette Hot Springs ci sono un sacco di capre in mezzo ai turisti e qualcuna pretenderebbe adderittura il mio pranzo. Gli scoiattoli si massacrano di botte per il cibo e io vado a bagnarmi nelle terme. L'acqua che arriva dal sottosuolo è molto calda e sulfurea (puzza di uova marce più puzza di metallo). Però lasciare i piedi stanchi a bagno nelle uova marce per un quarto d'ora fa piacere.
Faccio un salto a Jasper per avere notizie (la Transcanada è ancora chiusa) e per comprare. Una signora mi chiede: "scusi, sa mica come si fa ad asciugare il cellulare con il riso?" "Eh???" "Sì, sì, si può, c'è un metodo ma non lo so". Ma perché poi devono chiederlo a me?
Risalgo al Maligne Canyon, pur dormendoci a fianco non l'ho ancora visitato. Lì realizzo i problemi della mia macchina fotografica. I canyon sono un po' tutti uguali. Dei tre che ho visto questo credo sia il più profondo. Provo a fare qualche foto col cellulare ma purtroppo il percorso turistico si svolge tutto sopra il canyon e in questo caso è praticamente impossibile dare il senso della profondità.
Attraverso la strada e proprio mentre sono dietro a farmi da mangiare intravedo due orsi bruni, mamma e piccolo, nel bosco di fronte. Girano molto in quest'area tanto che bisogna stare piuttosto attenti quando si esce.
:(
Mattinata dedicata a Miette Hot Springs e dintorni. La strada è stretta e con molte curve perciò faccio presto. Alle 9 sono già sul sentiero dello Sulfur Skyline. Raccomandano di non provarci il pomeriggio per via dei frequenti e improvvisi temporali violenti. Purtroppo appena mi incammino inizia a scendere un lieve pioggerellina che riduce di molto la visuale. Sono solo 4 km ma con 700 metri di dislivello, le gambe sono uno straccio, i piedi hanno solo qualche problemino, avranno tempo un giorno e mezzo per riposarsi dopo questa ultima fatica, riesco comunque a tenere un ritmo accettabile. L'ultima parte è molto ripida ma sono fortunato: proprio mentre sono in cima il sole inizia a dare qualche occhiatina nel cielo velato. Anche qui gran bella panoramica a 360° ma dopo le Bald Hills non credo che potrò più impressionarmi facilmente. Faccio un po' di foto (che probabilmente non vedrete mai) e scendo verso valle. E inizia a salire un sacco di gente e molti mi dicono: "Ti ho visto qua!", "Ti ho visto là!", "Ti ho visto scendere sulla neve!". Io li guardo tutti con l'espressione ah-ha-ma-chi-cavolo-sei e non ho la prontezza di dire "certo, certo, certo". Poco dopo mezzogiorno, giù a Miette Hot Springs ci sono un sacco di capre in mezzo ai turisti e qualcuna pretenderebbe adderittura il mio pranzo. Gli scoiattoli si massacrano di botte per il cibo e io vado a bagnarmi nelle terme. L'acqua che arriva dal sottosuolo è molto calda e sulfurea (puzza di uova marce più puzza di metallo). Però lasciare i piedi stanchi a bagno nelle uova marce per un quarto d'ora fa piacere.
Faccio un salto a Jasper per avere notizie (la Transcanada è ancora chiusa) e per comprare. Una signora mi chiede: "scusi, sa mica come si fa ad asciugare il cellulare con il riso?" "Eh???" "Sì, sì, si può, c'è un metodo ma non lo so". Ma perché poi devono chiederlo a me?
Risalgo al Maligne Canyon, pur dormendoci a fianco non l'ho ancora visitato. Lì realizzo i problemi della mia macchina fotografica. I canyon sono un po' tutti uguali. Dei tre che ho visto questo credo sia il più profondo. Provo a fare qualche foto col cellulare ma purtroppo il percorso turistico si svolge tutto sopra il canyon e in questo caso è praticamente impossibile dare il senso della profondità.
Attraverso la strada e proprio mentre sono dietro a farmi da mangiare intravedo due orsi bruni, mamma e piccolo, nel bosco di fronte. Girano molto in quest'area tanto che bisogna stare piuttosto attenti quando si esce.
Tuesday, June 25, 2013
Maligne Lake & the Hills
Alle 7 cominciano a suonare le prime sveglie, la cucina apre alle 7 e decido di alzarmi. A fare colazione c'è anche un portoghese che ieri sera discuteva con un americano e descriveva la situazione in Portogallo e nel resto d'Europa, ripeteva cose che ormai so a memoria. L'americano diceva che in USA se ne parla molto e non riescono a capacitarsi del perché si insista su una strada sbagliata.
Per ora riesco a non pensare che il prossimo lunedì sarà ben differente!
Il cielo è sereno, ci sono solo delle nuvole grigie e sono proprio sopra la valle in cui ho intenzione di andare. Davanti ad alberghi e motel c'è una sola scritta: "No Vacancy", penso che sarà così fino a Settembre. Se volete venire qui prenotate per tempo. Per fortuna passato il Medicine Lake
il cielo si rasserena e dopo un'oretta di viaggio arrivo al Maligne Lake. Il tempo di qualche foto
e inizio ad incamminarmi sul sentiero che porta alle Opal Hills. Come al solito percorro la parte più ripida in salita, lasciandomi quindi una discesa agevole. Alle 9 non c'è ancora nessuno sui sentieri e dovrebbe esserci un grizzly in zona perciò faccio un bel po' di rumore, con i bastoni, fischiettando o rendendo omaggio alla "Robiola Osella". Incontro quello che credo sia un mule deer, curioso e pauroso allo stesso tempo,
e poi, intorno a quota 2200, esco dalla foresta. Le Opal Hills hanno una vegetazione davvero particolare, con tanti cespugli di bacche e fiori che sembrano narcisi.
In giro è tutto un cinguettare di talpe e scoiattoli. La vegetazione arriva anche a 3000 metri. Si percorre una bellissima piccola valle da cui si possono ammirare tutte le creste dei monti. Riscendendo a valle incontro molti escursionisti e a mezzogiorno il lago è pieno di turisti. Solo 3 ore per un percorso che è dato dalle 4 alle 6 ore. Mangio e, visto che il tempo regge, mi avventuro nella seconda escursione di giornata: le Bald Hills sull'altro versante del lago. Il cielo si sta chiudendo ma non sembra minacciare pioggia. La salita assomiglia alle Opal ma sono più affaticato. Riesco a non subire lo smacco di essere superato da due donne, anzi sulla ripida salita finale le stacco nettamente. Man mano che si sale la vista si fa sempre più spettacolare e dalla vetta è una merviglia: da una parte la valle del Maligne Lake (dall'alto si apprezza quanto sia più grande del Medicine), sovrastata dalle montagne innevate,
dall'altra una valle che non conosco ed è un po' troppo per le mie vertigini, anche qui con monti innevati.
Uno spettacolo a 360° che non può essere sintentizzato con una fotografia. Si può capire se un posto è più o meno turistico in base alla grassezza degli scoiattoli. Qui uno viene ad affondare unghie e denti in un mio dito.
Sulla vetta ci sono due uomini, un ragazzo e un anziano di più di 60 anni. Il giovane mi fa due foto decenti.
Tra di loro parlano una lingua che non conosco e gli chiedo da dove vengono. Washington DC il giovane, West Virginia l'altro ma parlano un dialetto del sud. Stiamo un po' a discorrere, l'anziano conosce molto bene il Nord Italia: "ma di dove sei, di Bolzano, di Milano, sei lumbard? Incontro italiani solo sui monti". "Io non ne ho ancora incontrato, comunque sono di Genova, non so se sa dov'e'...". "Vuoi che non sappia dove e' nato Colombo? Ah, bellissima la Liguria, quella piccola striscia tra mare e monti". Ma all'altro si sono già illuminati gli occhi: "Sono tifoso del Genoa! Sai quella squadra di Football con la maglia a quadri rossi e blu" e mi inizia a dire qualcosa sul campionato. Gli spiego che probabilmente ne sa più di me ma che a casa saranno contenti perché sono genoani. Mi chiede delle rivalità e dei derby, poi scendo per una strada diversa. Anche qui ci sono un bel po' di tratti innevati con neve molla e, in un punto in cui le ragazze scendono col culo, riesco a fare una sciata di 15 metri con gli scarponi aiutandomi con le bacchette ma senza dare una musata in terra, il tutto tra l'ovazione dei presenti a cui la cosa è piaciuta molto (ma secondo me se davo una facciata erano più contenti).
Il Maligne Lake alle 5 è sempre calmo e molto meno affollato. Scenderò verso il Maligne Canyon dove dormirò. Lo visiterò domani.
Faccio ancora in tempo a vedere un branco di caproni spelacchiati che leccano ogni parte di una jeep
e due elks, di cui uno enorme.
L'accoppiata Opal Hills e Bald Hills è stata davvero fenomenale! Pesante perché combinate insieme fanno 25 km con 1200 metri di dislivello ma la vista panoramica che ho avuto dalle Bald Hills non l'ho trovata da nessuna altra parte.
Per ora riesco a non pensare che il prossimo lunedì sarà ben differente!
Il cielo è sereno, ci sono solo delle nuvole grigie e sono proprio sopra la valle in cui ho intenzione di andare. Davanti ad alberghi e motel c'è una sola scritta: "No Vacancy", penso che sarà così fino a Settembre. Se volete venire qui prenotate per tempo. Per fortuna passato il Medicine Lake
il cielo si rasserena e dopo un'oretta di viaggio arrivo al Maligne Lake. Il tempo di qualche foto
e inizio ad incamminarmi sul sentiero che porta alle Opal Hills. Come al solito percorro la parte più ripida in salita, lasciandomi quindi una discesa agevole. Alle 9 non c'è ancora nessuno sui sentieri e dovrebbe esserci un grizzly in zona perciò faccio un bel po' di rumore, con i bastoni, fischiettando o rendendo omaggio alla "Robiola Osella". Incontro quello che credo sia un mule deer, curioso e pauroso allo stesso tempo,
e poi, intorno a quota 2200, esco dalla foresta. Le Opal Hills hanno una vegetazione davvero particolare, con tanti cespugli di bacche e fiori che sembrano narcisi.
In giro è tutto un cinguettare di talpe e scoiattoli. La vegetazione arriva anche a 3000 metri. Si percorre una bellissima piccola valle da cui si possono ammirare tutte le creste dei monti. Riscendendo a valle incontro molti escursionisti e a mezzogiorno il lago è pieno di turisti. Solo 3 ore per un percorso che è dato dalle 4 alle 6 ore. Mangio e, visto che il tempo regge, mi avventuro nella seconda escursione di giornata: le Bald Hills sull'altro versante del lago. Il cielo si sta chiudendo ma non sembra minacciare pioggia. La salita assomiglia alle Opal ma sono più affaticato. Riesco a non subire lo smacco di essere superato da due donne, anzi sulla ripida salita finale le stacco nettamente. Man mano che si sale la vista si fa sempre più spettacolare e dalla vetta è una merviglia: da una parte la valle del Maligne Lake (dall'alto si apprezza quanto sia più grande del Medicine), sovrastata dalle montagne innevate,
dall'altra una valle che non conosco ed è un po' troppo per le mie vertigini, anche qui con monti innevati.
Uno spettacolo a 360° che non può essere sintentizzato con una fotografia. Si può capire se un posto è più o meno turistico in base alla grassezza degli scoiattoli. Qui uno viene ad affondare unghie e denti in un mio dito.
Sulla vetta ci sono due uomini, un ragazzo e un anziano di più di 60 anni. Il giovane mi fa due foto decenti.
Tra di loro parlano una lingua che non conosco e gli chiedo da dove vengono. Washington DC il giovane, West Virginia l'altro ma parlano un dialetto del sud. Stiamo un po' a discorrere, l'anziano conosce molto bene il Nord Italia: "ma di dove sei, di Bolzano, di Milano, sei lumbard? Incontro italiani solo sui monti". "Io non ne ho ancora incontrato, comunque sono di Genova, non so se sa dov'e'...". "Vuoi che non sappia dove e' nato Colombo? Ah, bellissima la Liguria, quella piccola striscia tra mare e monti". Ma all'altro si sono già illuminati gli occhi: "Sono tifoso del Genoa! Sai quella squadra di Football con la maglia a quadri rossi e blu" e mi inizia a dire qualcosa sul campionato. Gli spiego che probabilmente ne sa più di me ma che a casa saranno contenti perché sono genoani. Mi chiede delle rivalità e dei derby, poi scendo per una strada diversa. Anche qui ci sono un bel po' di tratti innevati con neve molla e, in un punto in cui le ragazze scendono col culo, riesco a fare una sciata di 15 metri con gli scarponi aiutandomi con le bacchette ma senza dare una musata in terra, il tutto tra l'ovazione dei presenti a cui la cosa è piaciuta molto (ma secondo me se davo una facciata erano più contenti).
Il Maligne Lake alle 5 è sempre calmo e molto meno affollato. Scenderò verso il Maligne Canyon dove dormirò. Lo visiterò domani.
Faccio ancora in tempo a vedere un branco di caproni spelacchiati che leccano ogni parte di una jeep
e due elks, di cui uno enorme.
L'accoppiata Opal Hills e Bald Hills è stata davvero fenomenale! Pesante perché combinate insieme fanno 25 km con 1200 metri di dislivello ma la vista panoramica che ho avuto dalle Bald Hills non l'ho trovata da nessuna altra parte.
Monday, June 24, 2013
Pyramid Lake
Oggi, Domenica, sarà giornata di riposo. Mi alzo alle 9, faccio un paio di telefonate e per la prima volta vado in una Chiesa Luterana (rito non molto diverso: più predica e canti, no comunione). Una visita al centro turistico e la mattinata è già passata. Decido di andare verso Patricia Lake e Pyramid Lake
non lontani da Jasper. E' l'ideale meta turistica domenicale, più adatta a ciclisti e amanti dell'andare a cavallo. C'è un sole che spacca le pietre. Mangio e mi incammino in un sentiero in mezzo ai boschi, dovrebbe esserci un grizzly nelle vicinanze.
Brum! Ultimamente il tempo ce l'ha con me! Appena sono vicino al top dell'escursione si mette burrasca. Cammino un paio d'ore sotto l'acqua, in una giornata come questa. Rientrerò abbastanza presto, il tempo di qualche commissione e ben 5 elks raggruppate a rallegrarmi la giornata. Resto un po' ad ammirare le bestie. Un uomo, con la giusta pazienza, riesce quasi a farsi mangiare l'erba dalla mano. Poi arriva un gruppo di 15 asiatici "to-to-to-to-to" click click click "to-to-to-to" e le bestie si stufano, me compreso.
Hanno riaperto l'Icefield Parkway, spero che riescano anche a riaprire la Trans-Canada entro 5 giorni ma sono fiducioso perché quella strada ha una notevole importanza commerciale.
Domani, con ogni probabilità, andrò al lago Maligno!
Sunday, June 23, 2013
Mount Robson e Berg Lake Trail
Alle 14 arriva la comunicazione: la Hwy 93 per Jasper resterà chiusa per almeno altre 48 ore. Devo dire che tutto è stato gestito molto male: scarsità di notizie, l'Icefield Pkwy ha danni minimi e l'hanno chiusa, hanno evaquato gente dai monti per mandarla a valle, per due giorni hanno continuato a dirigere la gente verso il sud dell'Alberta ovvero la parte più colpita, che andare a Calgary passando per High River era una pessima idea l'avevo capito anche io che non sono di qui!
Non mi resta che partire per il Far West, raggiungendo Jasper attraverso Kamloops. Sono più di 900 km anziché 230. La tipa del centro turistico mi dice che potrei essere là per mezzanotte. La guardo come dire: ma sei scema? Dovrei partire all'istante e andare a bomba per 1000 km senza fermarmi un attimo. Alle 3 sono pronto per andare: andrò finche riuscirò e mi fermerò quando sarà buio. Ripasso per la strada per Golden, al centro informazioni di Field mi fermo per la terza volta con la scusa di chiedere una cartina della British Columbia ma è uno sforzo inutile, non solo per la cartina. Rivedo di nuovo i caratteristici Spiral Tunnels ferroviari, attraverso il parco dei Glaciers che dalla strada sembra bello, poi Revelstoke, Salmon Arm (ma che nome è!) e altri paesi e laghetti
fino ad arrivare a Kamloops alle 20:30. Mi perdo un attimo lì e riparto ancora: riesco a percorrere ancora 200 km prima che siano quasi le 23 orario Alberta e ormai è buio. E' venerdì sera e i motels sono tutti pieni, restano solo alberghi per me di lusso e allora mi fermo a un camping: dormirò in macchina, esperienza che speravo di evitare. Ma il sedile della Camry è comodo e ho un sonno notevole. Brum! Inizia un temporale fortissimo che non mi lascia dormire per un ora. Mi sveglio verso le 5:30 quando comincia a fare chiaro. Fa troppo freddo fuori e quindi dentro. Alle 6 riparto, tanta nebbia, ancora pioggia ma mancano solo pochi km e a Valemount finalmente il sole: sono giorni che nel sud piove e diluvia e al nord c'è il sole! Mi fermo al Mount Robson Park
con un'idea malsana; quella di arrivare fino al Berg Lake attraverso uno dei più famosi hinking trails canadesi. Il percorso di fatto si sviluppa lungo le pendici del Mount Robson, la cima canadese più alta, nonché la vetta delle North America Rockies con i suoi 3954 metri. Riuscirò nell'impresa? Sono già le 10:30 orario Alberta (in realtà qui sarebbe Pacific Time).
Mi lancio sù risalendo il Robson River, che ha il classico colore azzurro intenso dei fiumi che derivano dai ghiacciai, raggiungendo il Kinney Lake,
una pausa in prossimità del Kinney Campground per mangiare un panetto e via verso il Whitehorn Campground tra passerelle sul fiume e ponti sospesi.
Le gambe vanno bene ma il tempo per fermarsi è poco. Da un lato cadono dalla roccia o direttamente da un ghiacciaio le classiche colate d'acqua per più di mille metri, dall'altro dal Robson scendono una serie di cascate, nell'ordine: Emerson Falls, White Falls, Falls of the Pool
e le Emperor Falls, le più spettacolari, che si possono ammirare (e scolarsi) da pochi centimetri.
Il percorso sale ancora ma in maniera più lieve, da una parte si ha il lato nord del Mount Robson, particolarmente innevato
e dall'altra una bella visuale della valle appena percorsa:
Davvero tanta gente sul sentiero, per di più che è Sabato, ma hanno tutti sacchi pesanti perché si fa in 2 o 3 giorni. Ormai il Berg Lake è vicino e sono solo le 14:30. Eccolo!
Brum! Brum! Temporale. E la cosa peggiore è che sono su un piano di 4km per 4km senza vegetazione e il punto più alto sono proprio io. I fulmini colpiscono il punto più alto di una zona, per chi non lo sapesse. Uscire da un bosco per andare su un prato più in alto non è una buona idea, ad esempio. Non ho il tempo di cercare la migliore posizione per fare foto, mangiare e godermi il lago. Mi tocca subito invertire rotta e raggiungere il sentiero lungo la montagna. Solo un veloce temporale, giusto il tempo di bagnarmi. Affronto la discesa con calma per cercare di mantenere buone le gambe. Incontro molta gente che sale per il campeggio, i canadesi in questa stagione impazziscono e nell'ultima settimana c'è stato un incremento di turisti pazzesco. C'è anche qualche arrampicatore, merce rarissima qui. Mi tocca tranquillizzare una ragazza terrorizzata: la merda che vedi sul sentiero non è d'orso ma di cavallo! E poi mi prendete in giro...
Gli ultimi 4-5 km sembrano non finire mai. Alla fine saranno 44 km, percorsi in 8 ore, una RigAntoCa però con metà dislivello.
A Jasper l'ostello (in)attrezzato per 100 persone è esaurito. In cucina è un macello e c'è un enorme dormitorio, ma dormire stanotte non sarà un problema.
Non mi resta che partire per il Far West, raggiungendo Jasper attraverso Kamloops. Sono più di 900 km anziché 230. La tipa del centro turistico mi dice che potrei essere là per mezzanotte. La guardo come dire: ma sei scema? Dovrei partire all'istante e andare a bomba per 1000 km senza fermarmi un attimo. Alle 3 sono pronto per andare: andrò finche riuscirò e mi fermerò quando sarà buio. Ripasso per la strada per Golden, al centro informazioni di Field mi fermo per la terza volta con la scusa di chiedere una cartina della British Columbia ma è uno sforzo inutile, non solo per la cartina. Rivedo di nuovo i caratteristici Spiral Tunnels ferroviari, attraverso il parco dei Glaciers che dalla strada sembra bello, poi Revelstoke, Salmon Arm (ma che nome è!) e altri paesi e laghetti
fino ad arrivare a Kamloops alle 20:30. Mi perdo un attimo lì e riparto ancora: riesco a percorrere ancora 200 km prima che siano quasi le 23 orario Alberta e ormai è buio. E' venerdì sera e i motels sono tutti pieni, restano solo alberghi per me di lusso e allora mi fermo a un camping: dormirò in macchina, esperienza che speravo di evitare. Ma il sedile della Camry è comodo e ho un sonno notevole. Brum! Inizia un temporale fortissimo che non mi lascia dormire per un ora. Mi sveglio verso le 5:30 quando comincia a fare chiaro. Fa troppo freddo fuori e quindi dentro. Alle 6 riparto, tanta nebbia, ancora pioggia ma mancano solo pochi km e a Valemount finalmente il sole: sono giorni che nel sud piove e diluvia e al nord c'è il sole! Mi fermo al Mount Robson Park
con un'idea malsana; quella di arrivare fino al Berg Lake attraverso uno dei più famosi hinking trails canadesi. Il percorso di fatto si sviluppa lungo le pendici del Mount Robson, la cima canadese più alta, nonché la vetta delle North America Rockies con i suoi 3954 metri. Riuscirò nell'impresa? Sono già le 10:30 orario Alberta (in realtà qui sarebbe Pacific Time).
Mi lancio sù risalendo il Robson River, che ha il classico colore azzurro intenso dei fiumi che derivano dai ghiacciai, raggiungendo il Kinney Lake,
una pausa in prossimità del Kinney Campground per mangiare un panetto e via verso il Whitehorn Campground tra passerelle sul fiume e ponti sospesi.
Le gambe vanno bene ma il tempo per fermarsi è poco. Da un lato cadono dalla roccia o direttamente da un ghiacciaio le classiche colate d'acqua per più di mille metri, dall'altro dal Robson scendono una serie di cascate, nell'ordine: Emerson Falls, White Falls, Falls of the Pool
e le Emperor Falls, le più spettacolari, che si possono ammirare (e scolarsi) da pochi centimetri.
Il percorso sale ancora ma in maniera più lieve, da una parte si ha il lato nord del Mount Robson, particolarmente innevato
e dall'altra una bella visuale della valle appena percorsa:
Davvero tanta gente sul sentiero, per di più che è Sabato, ma hanno tutti sacchi pesanti perché si fa in 2 o 3 giorni. Ormai il Berg Lake è vicino e sono solo le 14:30. Eccolo!
Brum! Brum! Temporale. E la cosa peggiore è che sono su un piano di 4km per 4km senza vegetazione e il punto più alto sono proprio io. I fulmini colpiscono il punto più alto di una zona, per chi non lo sapesse. Uscire da un bosco per andare su un prato più in alto non è una buona idea, ad esempio. Non ho il tempo di cercare la migliore posizione per fare foto, mangiare e godermi il lago. Mi tocca subito invertire rotta e raggiungere il sentiero lungo la montagna. Solo un veloce temporale, giusto il tempo di bagnarmi. Affronto la discesa con calma per cercare di mantenere buone le gambe. Incontro molta gente che sale per il campeggio, i canadesi in questa stagione impazziscono e nell'ultima settimana c'è stato un incremento di turisti pazzesco. C'è anche qualche arrampicatore, merce rarissima qui. Mi tocca tranquillizzare una ragazza terrorizzata: la merda che vedi sul sentiero non è d'orso ma di cavallo! E poi mi prendete in giro...
Gli ultimi 4-5 km sembrano non finire mai. Alla fine saranno 44 km, percorsi in 8 ore, una RigAntoCa però con metà dislivello.
A Jasper l'ostello (in)attrezzato per 100 persone è esaurito. In cucina è un macello e c'è un enorme dormitorio, ma dormire stanotte non sarà un problema.
Saturday, June 22, 2013
E poi...
E poi cosa succede? E poi come farà ad andare avanti il mondo? Ho una notizia: il mondo va avanti da milioni di anni e la nostra esistenza non è poi così fondamentale.
E quella collina che ho fotografato ieri tra qualche milione di anni sarà una pianura, oppure sarà soggetta a glaciazione oppure ancora sarà un deserto. Il mondo non è sempre stato come è oggi: con gli anni cambia il clima, cambiano i territori, le popolazioni e le lingue. E l'uomo non è al centro del mondo. Vale per me, che ho guidato per 10000 km in un mese, vale per te che hai appena superato un esame orale con buoni voti, vale per te che stai pensando a come truccarti, vale per te che hai appena messo al mondo un figlio.
Pensa quanti stupidi alberi sopravvivono alla nostra intelligentissima forma di vita. E fanno il loro dovere fino all'ultimo, morendo e diventando cibo per i posteri. E poi fossili che sappiamo usare per produrre energia. Ma sono solo stupidi alberi, eppure la loro natura gli fa fare le cose giuste!
Smettiamola di ritenerci così importanti da sentirci in dovere di salvare il mondo, ristabiliamo il giusto contatto con la natura ed agiamo secondo le sue regole che ancora portiamo dentro di noi. Il mondo sa salvarsi benissimo da solo.
Smettiamola di conservare oggetti, di pensare di dover lasciare un ricordo ovunque, di conservare qualunque cosa in mille musei. La migliore cosa che possiamo fare è non lasciare nessun segno della nostra esistenza.
Smettiamola di crederci così superiori, di credere di aver capito tutto grazie alla incontestabile Scienza, che tanto poi riesce a contestarsi da sola nel giro di pochi anni. Fino a qualche anno fa non discendevamo forse dai Neanderthal? E ora siamo certi di non esserlo? Eh già, perché la teoria dell'evoluzione è piena di bachi ma oggi è eretico chi contesta il dio Scienza! Senza contare che per giustificare il tutto ci siamo inventati una matematica con i -1 che in natura non esistono. Per non parlare di altre pippe mentali immaginarie e infinite. Magari altri cervelli con altre matematiche portano ad altre scienze.
Ma se siamo così intelligenti e abbiamo capito tutto, come mai non siamo in grado di progettare un oceano, una corrente, una stagione, un animale o uno stupido albero? Incredibile, noi siamo così intelligenti e invece un sistema nato così a caso sta in piedi a meraviglia da milioni di anni! Non devono essere solo incendi, tempeste di neve e alluvioni a ricordarci la potenza della natura.
In un contesto così grandioso, non è il caso di prestare maggiore attenzione a questo evento che va avanti da tempo e regala quotidianamente un nuovo scenario? Uno stupido albero è uno spettacolo in continuo cambiamento durante tutto l'anno, e questo può sfuggire solo a un occhio disattento e distratto da altre cose. E' poi così importante occuparsi della crisi economica, del dibattito politico, della squadra del cuore, dell'omicidio-telenovela, dell'ultima novità tecnologica e del matrimonio del VIP? Ma al mondo, quello vero, cosa volete che importi? Riuscirà ad andare avanti anche ignorando questi importantissimi eventi?
Al mio rientro chiederò "Cosa è successo in questi 51 giorni?". Lo so già: nessuno riuscirà a rispondermi, perché non è successo niente. E allora perché perdere tanto tempo a "tenersi informati"?
No, questa non è una novità. E' così da centinaia di anni...
E quella collina che ho fotografato ieri tra qualche milione di anni sarà una pianura, oppure sarà soggetta a glaciazione oppure ancora sarà un deserto. Il mondo non è sempre stato come è oggi: con gli anni cambia il clima, cambiano i territori, le popolazioni e le lingue. E l'uomo non è al centro del mondo. Vale per me, che ho guidato per 10000 km in un mese, vale per te che hai appena superato un esame orale con buoni voti, vale per te che stai pensando a come truccarti, vale per te che hai appena messo al mondo un figlio.
Pensa quanti stupidi alberi sopravvivono alla nostra intelligentissima forma di vita. E fanno il loro dovere fino all'ultimo, morendo e diventando cibo per i posteri. E poi fossili che sappiamo usare per produrre energia. Ma sono solo stupidi alberi, eppure la loro natura gli fa fare le cose giuste!
Smettiamola di ritenerci così importanti da sentirci in dovere di salvare il mondo, ristabiliamo il giusto contatto con la natura ed agiamo secondo le sue regole che ancora portiamo dentro di noi. Il mondo sa salvarsi benissimo da solo.
Smettiamola di conservare oggetti, di pensare di dover lasciare un ricordo ovunque, di conservare qualunque cosa in mille musei. La migliore cosa che possiamo fare è non lasciare nessun segno della nostra esistenza.
Smettiamola di crederci così superiori, di credere di aver capito tutto grazie alla incontestabile Scienza, che tanto poi riesce a contestarsi da sola nel giro di pochi anni. Fino a qualche anno fa non discendevamo forse dai Neanderthal? E ora siamo certi di non esserlo? Eh già, perché la teoria dell'evoluzione è piena di bachi ma oggi è eretico chi contesta il dio Scienza! Senza contare che per giustificare il tutto ci siamo inventati una matematica con i -1 che in natura non esistono. Per non parlare di altre pippe mentali immaginarie e infinite. Magari altri cervelli con altre matematiche portano ad altre scienze.
Ma se siamo così intelligenti e abbiamo capito tutto, come mai non siamo in grado di progettare un oceano, una corrente, una stagione, un animale o uno stupido albero? Incredibile, noi siamo così intelligenti e invece un sistema nato così a caso sta in piedi a meraviglia da milioni di anni! Non devono essere solo incendi, tempeste di neve e alluvioni a ricordarci la potenza della natura.
In un contesto così grandioso, non è il caso di prestare maggiore attenzione a questo evento che va avanti da tempo e regala quotidianamente un nuovo scenario? Uno stupido albero è uno spettacolo in continuo cambiamento durante tutto l'anno, e questo può sfuggire solo a un occhio disattento e distratto da altre cose. E' poi così importante occuparsi della crisi economica, del dibattito politico, della squadra del cuore, dell'omicidio-telenovela, dell'ultima novità tecnologica e del matrimonio del VIP? Ma al mondo, quello vero, cosa volete che importi? Riuscirà ad andare avanti anche ignorando questi importantissimi eventi?
Al mio rientro chiederò "Cosa è successo in questi 51 giorni?". Lo so già: nessuno riuscirà a rispondermi, perché non è successo niente. E allora perché perdere tanto tempo a "tenersi informati"?
No, questa non è una novità. E' così da centinaia di anni...
Friday, June 21, 2013
Un gran bel paciugo!
Prima di alzarmi ho già deciso che oggi non andrò da nessuna parte. Mi piazzerò dal camino a leggere. E' piovuto tutta la notte e durante la mattina intensifica. Ma nella parte più a sud delle montagne rocciose canadesi le cose vanno peggio: oltre 100 mm d'acqua in 12 ore. Tra Banff e Canmore, l'importante autostrada a 3 corsie è stata scassata da un rigagnolo in piena. A Calgary sono agitati e Canmore è allagata. Anche il Mosquito Creek qui ha rotto ampiamente gli argini ma c'è ancora un leggero margine di sicurezza per l'alloggio e poi siamo a oltre 1900 metri e l'acqua va in giù. Il tipo che è qui da 4 anni dice che non l'ha mai visto a questi livelli. I guardiaparco, dopo avermelo già menato un paio di volte in mattinata, alle 14 mi obbligano a sgomberare e chiudono l'Icefield Parkway che porta a Jasper, così anche chi ha preso la direzione nord è costretto a tornare indietro. Trovo alloggio a Lake Louise (senza sovrapprezzo!) che però ora e' praticamente isolata (resta la via per la British Columbia) e a me non sembra molto più al sicuro
Per stanotte-domani mattina sono previsti altri 70 mm, anche se a me sembra esagerato. Più a nord dovrebbe essere meglio, ci sono possibilità che mi riaprano la strada così potrò riprendere il giro regolare. E da Jasper avrei una via in più per tornare a Calgary. Resto fiducioso.
P.S.: come mi ha chiesto qualcuno ho aggiunto nella colonnina di destra i commenti più recenti.
Per stanotte-domani mattina sono previsti altri 70 mm, anche se a me sembra esagerato. Più a nord dovrebbe essere meglio, ci sono possibilità che mi riaprano la strada così potrò riprendere il giro regolare. E da Jasper avrei una via in più per tornare a Calgary. Resto fiducioso.
P.S.: come mi ha chiesto qualcuno ho aggiunto nella colonnina di destra i commenti più recenti.
Thursday, June 20, 2013
Moraine Lake e Lake Louise
Le previsioni del tempo di Weather Network ieri sera lasciavano qualche speranza per oggi tanto che avevo voglia di provare ad andare al O'Hara Lake ma poi ho desistito (e ho fatto bene). Ma Weather Network è inaffidabile nel brevissimo periodo e le previsioni locali non promettono niente di buono.
Infatti la prima parte della mattinata piove ma sono fortunato e alle 11, quando arrivo al Moraine Lake, sta per smettere. Ormai riesco ad interpretare benissimo le nuvole: tutti mi guardano come uno scemo in mezze maniche sotto l'acqua, ma dopo 5 minuti infatti smette di piovere.
C'è il solito problema di dover scansare i cinesi per riuscire a fare qualche foto decente. La luce è poca, credo che nei giorni sereni questo lago sia molto bello.
Infatti la prima parte della mattinata piove ma sono fortunato e alle 11, quando arrivo al Moraine Lake, sta per smettere. Ormai riesco ad interpretare benissimo le nuvole: tutti mi guardano come uno scemo in mezze maniche sotto l'acqua, ma dopo 5 minuti infatti smette di piovere.
C'è il solito problema di dover scansare i cinesi per riuscire a fare qualche foto decente. La luce è poca, credo che nei giorni sereni questo lago sia molto bello.
I turisti qui non sono mai mattinieri ed iniziano ad arrivare intorno alle 11. Gli hikers sono quasi tutti europei. Spesso reincontro le stesse facce note che ho visto altri giorni (è il quarto giorno di fila che vedo una coppia francese che ho conosciuto a Golden).
In questa seconda parte del mio tour ho più tempo e questo fa fare un gran salto di qualità alle giornate: ho il tempo di vedere tutto quello che merita senza dover fare centinaia di chilometri.
Scendo e risalgo un poco e mi fermo al Lake Louise.
(sì, ora la pianto con le canoe)
Anche qui il solito problema asiatico (sono come le zanzare: se ci sono, sono tantissimi e rumorosi). Salgo il trail verso la Tea House (a 2250 metri!) e poi i Six Glaciers. La vista dall'alto è meravigliosa anche se, dato il meteo, non molto fotografica:
Arrivo fino a 2400 metri, in mezzo ai ghiacciai. Sento il rumore di una valanga ma non c'è nessun rischio perché il sentiero è coperto da un canale.
Il tempo regge, solo qualche pioggerellina.
Ridiscendo verso il lago dove ho il tempo di vedere dei cinesi che si ribaltano in canoa. No, non annegheranno e scendo al paese di Lake Louise dove posso farmi una doccia dato che sono convenzionati con Mosquito Creek. A proposito, il nome non è casuale perché ci sono tante mosche, no zanzare. Mi rendo conto che anche qui mi hanno fatto prezzo invernale, quando in realtà la stagione estiva inizia il 16 Giugno, me ne guardo bene dal dirlo: ho ottimizzato!
Assaggio per la prima volta i marshmallows cotti nel camino, offertimi da una famiglia californiana di origini israeliane, infatti tra loro parlano ebraico, una lingua che non avevo mai sentito.
Domani di nuovo tempo di merda (anche se oggi tuttosommato mi sono salvato), poi dovrebbe migliorare. Anzi, vedo ora che hanno emesso adderittura un allerta meteo per stanotte e domani. Vedremo.
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