"Le cose necessarie per vivere, a una persona che si trovi in questo clima, possono essere distribuite abbastanza accuratamente sotto i seguenti titoli: Cibo, Tetto, Vestiario, Fuoco. [...]
Ciò che dunque è maggiormente necessario per il nostro corpo, è conservarlo caldo, conservare il calore vitale naturale. [...]
I molto ricchi non si accontentano di vivere in un ambiente caldo, vogliono che esso sia esageratamente riscaldato; e come ho detto più su, si cuociono, naturalmente à la mode."
"Simplify, simplify."
"Ogni generazione ride delle vecchie mode, ma segue religiosamente le nuove"
"se l'uomo è vivo, c'è sempre il 'pericolo' che egli possa morire, sebbene si debba ammettere che il pericolo è minore in proporzione a quanto egli è più morto che vivo, tanto per cominciare."
Dico, che i vostri affari siano due o tre e non cento o mille; invece d'un milione contate una dozzina, e tenete i vostri conti sull'indice del pollice![...]
Come la Confederazione Tedesca, la nostra vita è composta da staterelli, con i confini sempre fluttuanti, cosicché neppure un tedesco potrebbe dirvi in qualunque momento quali essi siano.

smettila di delilare, mangia un pò di zucchero che fa bene al cervello, rilassati e goditi le vacanze....e se riesci a trovare una topastra io aumento budget per regali, tanto sono già in completa rovina! daddada
ReplyDeleteSe non producessimo traversine e non fabbricassimo rotaie, lavorando di giorno e di notte, ma ci mettessimo invece ad aggiustare la nostra vita per migliorarla, chi più costruirebbe ferrovie? E se non costruiscono ferrovie, come arriveremo mai in cielo? Ma se stiamo a casa e badiamo ai fatti nostri, chi mai avrà bisogno di ferrovie? Non siamo noi a viaggiare su di essa, è essa che corre sopra di noi. Avete mai pensato cosa sono quelle traversine che giacciono sotto i binari? Ognuna di esse è un uomo [...]
ReplyDeleteE quando chi è schiacciato è un sonnambulo - un addormentato in soprannumero in posizione sbagliata - e lo svegliano, fermano il treno e fanno un gran rumore, come se fosse una cosa eccezionale. Sono lieto di sapere che occorre una squadra d'operai ogni cinque miglia di strada per tenere a bada questi dormienti (traversine o uomini), giù a livello normale, nei loro letti 'ché questo indica che un giorno potrebbero anche rialzarsi.
Sono pochi quelli che, dopo pranzo, non si svegliano con la testa tra le mani, domandando: "Cos'è successo?" [...] Dopo una notte di sonno, le notizie sono indispensabili, come la prima colazione. "Vi prego, ditemi qualcosa di nuovo, successo a qualcuno, in qualche parte di questo mondo." E mentre fanno la prima colazione, leggono che per esempio sul fiume Wachita sono stati cavati gli occhi a un tale - senza scoprire mai che essi vivono nella oscura e insondabile caverna da mammuth di questo mondo, e che essi stessi non hanno che il rudimento di un occhio.
ReplyDeleteQuanto a me, potrei facilmente fare a meno del servizio postale; credo che pochissime comunicazioni importanti vengano fatte per suo mezzo. Per parlare con attenzione, io - come ho già scritto qualche anno fa - non ho ricevuto più d'una o due lettere che veramente valessero il francobollo speso per mandarle. [...] Sono sicuro di non aver mai letto notizie importanti, sul giornale; se leggiamo che un uomo è stato derubato, assassinato o ucciso da una disgrazia, o che s'è incendiata una casa, è naufragato un bastimento, è saltato in aria un battello a vapore, o che una vacca è stata investita dalla Western Railroad (Ferrovia Occidentale), che un cane impazzito è stato ucciso, o che l'inverno scorso c'è stato un gran numero di grilli - non abbiamo bisogno di rileggerlo un'altra volta. Una sola basta.
Se conoscete il principio che vi importa delle miriadi d'esempi e applicazioni? Per il filosofo, tutto ciò che chiamiamo notizie è solo pettegolezzo, e quelli che le diffondono e le leggono sono come le vecchie, che spettegolano all'ora del tè. Eppure non sono in pochi a essere avidi di questi pettegolezzi.
Se ci limitiamo ai libri, siano pure i più scelti e i più classici, e leggiamo solo certe lingue scritte che non sono, poi, che dialetti o lingue di una determinata provincia, corriamo il pericolo di dimenticare il linguaggio che parlano tutte le cose e gli eventi - senza metafora - e che è il solo che sia ricco e compreso da tutti.
ReplyDeleteMolto è ciò che viene pubblicato, poco ciò che viene stampato.
[...]
Non lessi libri, la prima estate; zappai fagioli. Non solo; spesso facevo di meglio. A volte non potevo permettermi di sacrificare a nessun lavoro, sia mentale che materiale, il fiore del momento presente. Amo che vi sia un largo margine di respiro, nella mia vita.
Talvolta, qualche mattina d'estate, dopo aver fatto il solito bagno nel lago, sedevo sulla soglia della capanna, dall'alba al tramonto, rapito in fantasticherie, tra i pini e i noci americani e i sommacchi, in solitudine e silenzio indisturbati, mentre gli uccelli cantavano attorno o svolazzavano quieti [...]. Quel tempo non fu sottratto alla mia vita [...]. Agli occhi dei miei concittadini, questo mio modo di vivere appariva, senza dubbio, estremamente ozioso; ma se, invece, i fiori e gli uccelli avessero pensato di giudicarmi in base alla loro maniera di vivere, certamente non sarei stato trovato in difetto.[...]
Su quelli che erano obbligati ad andare in società o a teatro per divertirsi, io, nella mia maniera di vivere, avevo per lo meno il vantaggio che la mia vita stessa era divenuta il mio divertimento, e che non cessava mai di essere nuova.
Siamo particolarmente interessati quando la scienza riferisce ciò che quegli uomini già conoscono per pratica o istinto, poiché quella sola è una vera umanità, o resoconti di umana esperienza.
ReplyDeleteNessuna meraviglia che la terra si esprima esternamente in foglie, dato che con questa idea tanto immensamente essa si affatica. [...] Lo stesso albero , nella sua tonalità, non è che un'unica foglia, e i fiumi sono foglie ancora più ampie, la cui polpa è la terra che vi si intromette, e i paesi e le città sono le uova degli insetti nelle loro ascelle. [...]
ReplyDeleteNon è forse la mano una foglia di palma aperta, con i suoi lobi e le sue vene? L'orecchio può essere considerato fantasticamente come un lichene, umbilicaria sui lati della testa, con il suo lobo o goccia. Il labbro, labium da labor (?), lambisce o trascorre dalle parti della bocca cavernosa. Il naso è chiaramente una goccia congelata, o stalattite. Il mento è una goccia più grossa, prodotta dal confluire delle stille della faccia. Le guance sono una discesa, dalle ciglia alla valle della faccia, ostacolata e ampliata dagli zigomi. Ogni lobo arrotondato della foglia vegetale è una goccia densa e indugiante, più grande o più piccola; i lobi sono le dita delle foglie; e quanti sono i lobi, tante sono le direzioni verso cui scorre, e un maggior calore, o altre influenze favorevoli, l'avrebbero fatta scorrere ancora più lontano.
Questo è il gelo che esce dal suolo; è la Primavera. Precede la primavera verde e fiorita, come la mitologia precede la poesia regolare. [...]
ReplyDeleteAll'avvicinarsi della primavera gli scoiattoli rossi venivano sotto la mia casa, due alla volta, proprio sotto i miei piedi, mentre sedevo a leggere e a scrivere, e mandavano strani chiocciolii e squittii e piroette vocali e suoni gorgoglianti, i più strani che mai avessi udito; e quando battevo con il piede, essi squittivano ancora più forte, come se con le loro pazze birichinate, scomparso ogni timore e ogni rispetto, sfidassero l'umanità a zittirli.
"No, tu-no, non-ce-la-fai - CHICKAREE - CHICKAREE", gridavano gli scoiattoli. Erano completamente sordi alle mie parole, o forse non ne capivano la forza, e aumentavano irresistibilmente le loro invettive.
Il primo passero di primavera! L'anno comincia con più giovane speranza che mai! I deboli gorgheggi argentini dell'uccello blu, del passero solitario e del tordo rosso risuonano sui campi quasi spogli e umidi, come se le ultime foglie dell'inverno cadessero tintinnando. Cosa valgono, in quei momenti, le storie, le cronologie, le tradizioni e tutte le altre rivelazioni scritte? I ruscelli cantano giubilanti le loro carole alla primavera. Il falco di palude, che volteggia in alto, sul prato, sta già cercando la prima vita melmosa che si risveglia; in tutte le valli si ode il suono della neve che si scioglie, e nei laghi il ghiaccio si disfa pian piano. L'erba balza improvvisa sui pendii delle colline, come un fuoco di primavera - "et primitus oritur herba imbribus primorbibus evocata" - come se la terra emanasse un calore interno per salutare il sole che ritorna; il colore della sua fiamma non è giallo ma verde; il simbolo della perpetua gioventù, il filo d'erba, esce come un lungo nastro verde, dalla zolla verso l'estate - arrestato, sì, dal gelo, ma subito ancora germogliante - e alza la sua lancia di fieno dell'anno precedente, con la fresca vita che sgorga dal disotto. Cresce con la stessa regolarità con la quale il ruscello cola dal suolo. Sono quasi identici poiché, nei crescenti giorni di giugno, quando i ruscelletti sono secchi, i fili d'erba sono i loro canali, e da un anno all'altro le greggi bevono a questo perenne ruscello verde, e il falciatore si affretta a farne provviste, per l'inverno. Così la nostra vita umana muore solo fino alle radici, e rigenera i propri steli verdi per l'eternità.
Il lago di Walden si scioglie a vista d'occhio. Lungo le rive nord e ovest c’è un canale largo due pertiche e ancora più ampio alla sua estremità orientale. Un grande campo di ghiaccio si è staccato dal corpo principale. Odo un passero solitario che canta dai cespugli, presso la riva - OLIT OLIT, OLIT, - CIP, CIP, CIP, CI, CI-AR - CI UISS, UISS, UISS. Anch'esso lo aiuta a rompersi. Come sono belle le grandi curve ondulate sull'orlo del ghiaccio, che, in qualche modo, corrispondono a quelle della riva, ma sono più regolari! Il ghiaccio è durissimo a causa del rigido ma passeggero freddo recente, ed è bagnato o scintillante di onde luminose, come il pavimento di un palazzo. Ma il vento scivola invano sopra la sua opaca superficie, da est, finché, più in là, ne raggiunge la superficie viva. E' stupendo contemplare questo nastro d'acqua che scintilla nel sole, il volto nudo del lago, pieno di allegria e gioventù quasi rivelasse la gioia dei pesci che giacciono nel suo seno e delle sabbie sulla sua riva - uno splendore argenteo come quello delle squame di un leucisco, quasi egli stesso fosse un pesce vivente. Tale è il contrasto tra inverno e primavera. Walden era morto, ora è vivo da capo.
Ai malati, i dottori consigliano giustamente di cambiare aria e luogo. Grazie al cielo, qui non c’è tutto il mondo. L'ippocastano non cresce in New England, e il merlo poliglotta è piuttosto raro. L'oca elvatica è più cosmopolita di noi: essa fa colazione in Canada, pranza nell'Ohio, e si liscia le penne per la notte in un bayou del Sud. Anche il bisonte si tiene a pari con le stagioni, in qualche modo; infatti, esso pascola nel Colorado solo finché un'erba più verde e più dolce non l'attende presso lo Yellowstone. Tuttavia noi crediamo che, abbattute le siepi e alzati mucchi di pietre attorno alle nostre terre, si sia posto il limite della nostra vita e deciso il nostro destino. Se siete eletti consiglieri municipali, in verità non potete andare fino alla Terra del Fuoco, quest'estate; ma può benissimo succedere che andiate egualmente alla terra del fuoco infernale. L'universo è più vasto di quello che noi vediamo.
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