Decido di attraversare la città con la macchina per non avere poi problemi a ritrovarla. L'hotel è vicino all'aeroporto di La Guardia, dove inizia il quartiere del Queens. Mi tocca pagare un bel po' di pedaggi, autostrade e soprattutto ponti e, giunto a meno di 1 km dal punto d'arrivo inizio a cercare un parcheggio. Il posto non manca, solo che c'è pieno di macchine nere tirate a lucido e sopra c'è un uomo solo e nero. Giro un po' ed è tutto così, accosto un attimo per capire sulla mappa dove sono e di fianco a me c'è l'ennesimo negrone solo sulla sua bella macchina. Non mi vede ma sta lucidando e giocando con la canna del suo fucile! Mi cago nelle miande e parto a bomba... vorrei ingranare la quarta ma in queste macchine automatiche di merda non si può! Faccio una curva e la situazione migliora. Ma ormai ho deciso che arriverò fino alla porta dell'albergo. Per fortuna nel giro di un km il quartiere cambia radicalmente e si fa tranquillo. Piazzo la macchina a pochi metri dall'entrata e disbrigo qualche pratica. Mi assicurano ancora che il posto è tranquillo.
Poi mi avvio verso la stazione della Subway direzione Manhattan. Qui la gente ha un suo linguaggio e capisco subito che le distanze per loro si esprimono solo in "blocks". La popolazione è variegata, interessante un ragazzo giacca e cravatta di lusso con maniche arrotolate, braghe militari dentro gli stivali e berretto.
Scendo alla 34esima per l'Empire State Building. L'impatto è devastante, grazie all'umidità c'è uno smog pazzesco e mi vanno subito in tilt il sensore del frastuono, quello dell'affollamento e, vabbe', anche quello della f...
Provo ad entrare nell'Empire Building e c'è una coda infinita, inoltre è caro e con questa umidità non si vede un tubo. Rinuncio. Dopo mezz'ora vorrei scappare, prendo due souvenir. Ci sono Starbucks ad ogni angolo, Cristiano sarebbe a suo agio.
Poi per fortuna si alza un po' d'arietta e il cielo si alza e imbocco Broadway dove la vita è più tollerabile. Lì compro 2 cinture per 5$. L'Asso sarà orgoglioso di me per l'affare!
Di nuovo sovraffollamento e classico traffico inchiodato a Times Square.
ed infine mi rifugio nel Central Park dove, nonostante il sovraffollamento, almeno si respira.
Mi fermo a guardare qualcuno che gioca a baseball e poi in una pausa chiedo di fare una battuta e che non ho mai giocato. Il pitcher lancia di sotto mano molto lento. Lascio andare il primo lancio tanto per fare lo splendido (e comunque era un ball) e giro alla seconda. TOC! Mi metto a correre (con i jeans) ridendo. E' un doppio! Ringrazio e saluto ma mi dicono che devo restare. Io dico "allora proverò a rubare una base" e invece me ne vado salutandoli. Proseguo fino al limite nord del parco fino quasi ad Harlem. E quindi anche a New York riesco a fare la fotografia con il laghetto...
e poi mi riavvio per la metropolitana, da dove scrivo. Se ritroverò la macchina intatta domani andrò a Boston.
La grande mela non mi ha entusiasmato: oggi probabilmente posso dire di essere stato due volte a New York per turismo: la prima e l'ultima.
Sei sicuro che quella cosa lunga e nera fosse la canna del fucile? Si, ne sei sicuro, altrimenti non saresti scappato!
ReplyDeleteMatte
Non è vero che non hai mai giocato a baseball!!! Ricordo benissimo un idiota che con un bacchetto in mano cercava di colpire pietre che gli lanciava un altro idiota. E ricordo anche lo stesso idiota inveire e imprecare contro un galletto, lapidandolo impunemente mentre lo stesso non aveva possibilità di fuga e di difesa, lassù su quel tetto, in balia del vento...
ReplyDeleteMatte
Si ma ti ricordo che quel galletto mi irrideva!
Deleteforse giustamente....
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