Immagino che entro pochi giorni mi strapperanno la patente. A parte il fatto che qui allo stop se non ti fermi per almeno un paio di secondi ti fanno la multa, c'è anche la simpatica particolarità che i semafori sono piazzati DOPO l'incrocio. Non so se sia una caratteristica solo di questa provincia. A proposito, inizio a capire le ragioni dei quebecois anche se, con tutta la simpatia che ho sempre per gli indipendentisti, mi sembra che si attacchino a cose futili e forzate. La città sta effettivamente vivendo un'invasione di immigrazione (da Asia, Est Europa, Nord Africa e Sud America) e immagino che gli "aborigeni" (si fa per dire) si sentano assediati. Lo si capisce bene osservando la quantità di edifici in costruzione. Capiscono l'importanza di mantenere la lingua ma non credo che avranno speranze.
Ad ogni modo, Cristiano, di Domenica, il giorno dopo il matrimonio, si alza alle 5:30 e va a lavorare. Rientrerà per mezzogiorno. Sono cose che succedono spesso anche in Selex...
Per me invece la consueta passeggiata nel vicino Parc Angrignon ha dato il via alla giornata che è poi proseguita nel pomeriggio con un giro turistico della città verso Lachine e Dorval, dove il San Lorenzo sembra un mare enorme, per poi salire, attraverso uno dei tanti enormi parchi che circondano Montréal, verso il Mont Royal che dà appunto il nome alla città. La giornata particolarmente ventosa aiuta: il panorama è notevole e offre una grande vastità di vedute: dal centro, lungo il fiume e fino alle colline vicino a Sherbrooke.
Per me invece la consueta passeggiata nel vicino Parc Angrignon ha dato il via alla giornata che è poi proseguita nel pomeriggio con un giro turistico della città verso Lachine e Dorval, dove il San Lorenzo sembra un mare enorme, per poi salire, attraverso uno dei tanti enormi parchi che circondano Montréal, verso il Mont Royal che dà appunto il nome alla città. La giornata particolarmente ventosa aiuta: il panorama è notevole e offre una grande vastità di vedute: dal centro, lungo il fiume e fino alle colline vicino a Sherbrooke.
Poi discesa verso il porto antico e la parte storica della città dove gustiamo un'ottima Quebecoise (una specie di fügassetta con una crema di sciroppo d'acero).
Al ritorno constatiamo che il vento avrebbe potuto giocarci un brutto scherzo. Ma poi penso: cosa sono venuto a fare in Canada?
So this one is for Pietro.
Fai fuori dalla foto, che rovini il paesaggio!
ReplyDeleteMatte
Sarai bello te!
DeleteDevo dimostrare di essere venuto qui veramente altrimenti poi mi dicono che mi sono chiuso un mese e mezzo in una baracchetta in mezzo al bosco...
Con chi? O cosa?
DeleteLo spunto di cui scrivi è importante e vorrei che lo sviluppassi. Quasi come un inviato. Per rispondere alla domanda: è vero o no che il Canada è uno dei posti più avanti, grazie alla composizione della popolazione prevalentemente arrivata da poco ed in tempi di cultura di massa, nella spersonalizzazione che porta ad uniformarsi ad un mondo di idee preconfezionate, acritiche, politically correct, senza radici, visione religiosa, bussola?
ReplyDeleteBero
Farò volentieri l'inviato perché è una cosa che interessa anche a me.
DeleteDevo dire che finora quello che tu dici l'ho notato maggiormente avvicinandomi al confine con gli USA.
Mio fratello mi diceva che dove lavora lui quelli che possono dire di avere entrambi i genitori nati in Canada sono il 5%.